
Il Premio Internazionale “Francesco d’Assisi e Carlo Acutis per un’economia di fraternità” è stato istituito dall’Arcivescovo di Assisi il 10 ottobre 2020, giorno della beatificazione di Carlo Acutis. Ha lo scopo di incoraggiare progetti economici fraterni “dal basso”, partendo dalle condizioni difficili in cui vivono i nostri fratelli e sorelle più sofferenti ed emarginati. Il Premio vuole ispirare in modo generativo le persone con scarse possibilità economiche, in particolare i giovani sotto i 35 anni e nelle regioni più povere del mondo, a riunirsi (“Fratelli tutti”) e a presentare, come promotori del cambiamento, un progetto specifico e valido, sottoposto all'attento esame e giudizio di una Commissione di Valutazione, a beneficio e per soddisfare i bisogni concreti dei più svantaggiati e bisognosi tra loro.
Ispirato a San Francesco, il Beato Carlo Acutis, sepolto ad Assisi nel Santuario della Rinuncia, è egli stesso un esempio di “economia della fraternità”, soprattutto per i giovani. La sua profonda spiritualità eucaristica si manifestava nel suo amore per i poveri, che si distingueva non solo per l'elemosina, ma anche per la vicinanza e l'amicizia verso i bisognosi, qualcosa che Papa Francesco ha spesso incoraggiato nei nostri rapporti con i poveri. «Ciò che solo ci renderà veramente belli agli occhi di Dio», ci dice Carlo, «è il modo in cui amiamo Dio e il nostro prossimo».
In un mondo sconvolto dalla pandemia e confrontato con tante altre sfide, il premio internazionale «Francesco d'Assisi e Carlo Acutis, per un'economia di fraternità» vuole essere fonte di ispirazione per la santità, la bellezza e la bontà attraverso nuovi modelli di economia, necessari in questi tempi.
Come Papa Francesco ha ripetutamente affermato durante il suo pontificato, San Francesco d'Assisi è fonte di ispirazione per un nuovo rapporto con i nostri fratelli e sorelle poveri ed emarginati: «San Francesco ci offre un ideale e, in un certo senso, un programma. Per me, che ho preso il suo nome, è una fonte di ispirazione costante» (Lettera per l'evento «Economia di Francesco», 1 maggio 2019). Per questo crediamo che da Assisi le parole di Gesù dal Crocifisso di San Damiano debbano risuonare oggi in un mondo colpito dalla pandemia: «Va', Francesco, ripara la mia casa che, come vedi, sta cadendo in rovina». Spogliandosi dei suoi abiti e dei suoi beni materiali davanti al padre Pietro Bernardone e all'allora vescovo di Assisi Guido, il giovane Francesco ha avviato, attraverso il segno concreto della sua nudità, un'economia diversa da quella del padre terreno: l'affidamento alla provvidenza come strumento generativo per il bene di tutti e, soprattutto, dei più poveri e degli abbandonati. Così Francesco poté esclamare: «D'ora in poi dirò: “Padre nostro che sei nei cieli” e non più: “Padre Pietro Bernardone”».

Ispirato da San Francesco, il Beato Carlo Acutis, sepolto ad Assisi nel Santuario della Rinuncia, è egli stesso un esempio di «economia della fraternità», soprattutto per i giovani. La sua profonda spiritualità eucaristica si manifestava nell'amore per i poveri, che si distingueva non solo per l'elemosina, ma anche per la vicinanza e l'amicizia verso i bisognosi, cosa che Papa Francesco ha spesso incoraggiato nei nostri rapporti con i poveri. “Ciò che solo ci renderà veramente belli agli occhi di Dio”, ci dice Carlo, “è il modo in cui amiamo Dio e il nostro prossimo”.
In un mondo scosso dalla pandemia e confrontato con tante altre sfide, il premio internazionale “Francesco d'Assisi e Carlo Acutis, per un'economia della fraternità” vuole essere fonte di ispirazione per la santità, la bellezza e la bontà attraverso nuovi modelli di economia, necessari per questi tempi.
