Statuto e Norme

DIOCESI DI ASSISI–NOCERA UMBRA–GUALDO TADINO

FONDAZIONE SANTUARIO DELLA SPOGLIAZIONE

ASSISI – SANTUARIO DELLA SPOGLIAZIONE

ITA

Statuto

I parte: Premessa storico-valoriale

  

   a. Fin dagli inizi della Chiesa, l’annuncio del Vangelo è stato accompagnato dall’aiuto ai poveri e dal sostegno reciproco tra i credenti i quali, nella prima comunità di Gerusalemme, «avevano tutto in comune» (At 2,44). Anche in forza di questa condivisione, «nessuno tra loro era bisognoso» (At 4, 34).

   b. Questo modello di comunione era caratterizzato da un’assistenza organizzata in cui alla generosità del dono si accompagnava la responsabilità del lavoro, in modo che i credenti potessero contribuire alla vita comunitaria senza abusare dell’assistenza loro assicurata. Eloquente il principio paolino: «Chi non vuol lavorare, neppure mangi» (2Ts 3,7-12).

   c. Lungo duemila anni di storia la fiducia di tanti credenti ha suggerito a molti di lasciare i loro beni alla Chiesa che si sente, dunque, responsabile del loro uso secondo i criteri del Vangelo e le intenzioni dei donatori.

   d. Nel magistero e nella prassi ecclesiale si è sempre più sviluppato, soprattutto a partire dalla Rerum novarum (1891) di Leone XIII fino al magistero degli ultimi pontefici, un corpus dottrinale che riguarda anche l’economia.

   e. Papa Francesco, con l’iniziativa Economy of Francesco, ha fatto appello ai giovani di tutto il mondo, perché si impegnino a sognare e realizzare un rinnovamento radicale dell’economia, superando una “economia che uccide” (cf. Evangelii gaudium n. 53), e promuovendo una economia inclusiva, in cui a tutti sia assicurato il necessario e soprattutto il lavoro dignitoso. In connessione con l’enciclica Laudato si’ sulla custodia della casa comune, con l’enciclica Fratelli tutti, firmata ad Assisi il 3 ottobre 2020, egli ha inoltre offerto una visione planetaria della fraternità che, incardinata sull’unica paternità di Dio, esige la crescita di atteggiamenti fraterni che si riflettano anche nelle strutture che caratterizzano la vita sociale ed economica (cf. Fratelli tutti, cc. I e V; Benedetto XVI, Caritas in veritate c. III).

   f. Nella vita di san Francesco, perla di questa diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino (in seguito: Diocesi), la sua “spogliazione” rispetto ai beni materiali, compiuta con gesto profetico nel vescovado di Assisi davanti al padre Pietro di Bernardone e al vescovo Guido, non fu un atto di ostilità nei confronti dell’economia in quanto tale, ma piuttosto la scelta di una visione autentica della stessa, nell’ottica della solidarietà, a vantaggio dei poveri e degli svantaggiati. Lo dimostreranno, dopo di lui, il pensiero e la prassi francescana, anche con specifiche iniziative come i Monti di Pietà e i Monti frumentari.

   g. Nella storia della Diocesi, non sono mancate espressioni di generosa dedizione ai più poveri e deboli. Una testimonianza di spicco è l’Istituto Serafico, voluto nel 1871 dal francescano san Ludovico da Casoria, per la cura di ciechi e sordomuti. L’Istituto, da ormai 150 anni, costituisce una grande realtà a servizio di soggetti, soprattutto bambini e ragazzi, affetti da gravi e plurime disabilità, nei confronti dei quali la società e l’economia del profitto non sempre esprimono la dovuta attenzione.

   h. Nella breve vita del beato Carlo Acutis (1991-2006), sepolto in Assisi nel Santuario della Spogliazione, emerge, oltre alla spiritualità eucaristica, anche l’amore verso i poveri. Egli si distinse, nel suo rapporto con loro, per il fatto che non si limitava all’elemosina, ma esprimeva tratti di condivisione e di amicizia. Inoltre, con il suo talento in campo informatico, messo a servizio dell’evangelizzazione (ad esempio con la mostra dei miracoli eucaristici), egli mostrò le migliori potenzialità della tecnologia digitale nel tempo della digital economy.

   i. La Diocesi sta facendo un cammino di crescita della sensibilità e della testimonianza in campo sociale, dandosi precise linee operative nel Libro del Sinodo (2016) e sviluppando sistematicamente una riflessione in questo ambito nella Scuola socio-politica intitolata al beato economista Giuseppe Toniolo, vero “profeta”, tra ‘800 e ‘900, di una “economia della fraternità”.

   l. Il Santuario della Spogliazione, custode dell’icona spirituale incentrata sul gesto con cui il giovane Francesco di Assisi, ad imitazione di Cristo, fece sua la condizione dei poveri, sente particolarmente viva la missione di aiutare le persone a “spogliarsi” di una visione egoistica per una visione fraterna della vita e dell’economia.

A tale scopo, la Fondazione Assisi – Santuario della Spogliazione (in seguito: Fondazione), nata per sostenere l’opera del Santuario, in base a quanto fin qui enunciato, d’intesa con il Vescovo della Diocesi, dal quale è istituita e dipende, delibera di perseguire le sue finalità anche con l’istituzione di un Premio internazionale volto alla promozione di una “economia della fraternità” e intitolato alle due figure che, nel Santuario stesso, esprimono – con tratti diversi ma convergenti – il volto di santità della Chiesa anche in ambito sociale: san Francesco di Assisi e il beato Carlo Acutis.

II parte: Norme

DENOMINAZIONE, NATURA E FINALITÀ

Art. 1 – È istituito il Premio internazionale “Francesco di Assisi e Carlo Acutis per una economia della fraternità” (in seguito: Premio) allo scopo di promuovere un rinnovamento dell’economia all’insegna dell’universale fraternità di tutti gli esseri umani, a partire dalla condizione e dagli interessi dei più umili e disagiati, nella prospettiva evangelica dell’unica paternità di Dio e del suo disegno di amore per tutti i suoi figli.

Art. 2 – Il Premio è finalizzato ad incoraggiare quei processi economici fraterni “dal basso”, in cui persone con scarse possibilità economiche, in qualunque parte del mondo, ma specie nelle regioni più povere, si mettono insieme intorno a valide idee progettuali, contando soprattutto sul “capitale della fraternità”.

Art. 3 – Il Premio poggia sulla convinzione che la vicinanza di Dio è la forza nascosta degli umili, come canta Maria nel Magnificat: «Ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili» (Lc 1,51). Esprime pertanto la fiducia che l’attenzione posta sui processi positivi, anche di piccole dimensioni, che si innescano nonostante la povertà e, ancor più, grazie alla povertà, quando essa è scelta come beatitudine evangelica (cf. Mt 5,1; Lc 6,20), possa indurre coloro che possiedono le leve della ricchezza mondiale a “convertire” le dinamiche dell’economia nella direzione di un mondo più giusto, fraterno e solidale.

Art. 4 – Il Premio consiste:

   a. in un riconoscimento pubblico del valore intrinseco di specifiche iniziative che si distinguano per questa fisionomia ideale appena tratteggiata;

   b. in una corresponsione in denaro, espandibile, secondo le disponibilità della Fondazione e in rapporto all’entità dell’iniziativa premiata;

   c. nell’investitura simbolica del mantello di Francesco a ricordo del gesto con cui il vescovo Guido coprì il santo di Assisi nella sua “spogliazione”, accompagnato da una targa con i volti di san Francesco e del beato Carlo Acutis.

ENTE RESPONSABILE E MODALITÀ DI GESTIONE

Art. 5 – L’Ente responsabile del Premio è la stessa Fondazione promotrice, che ne risponde anche legalmente nella persona del presidente, il quale agisce secondo le norme qui definite e l’annesso regolamento, in organica intesa con la Diocesi.

Art. 6 – Per la valutazione dei soggetti che si candidano al Premio la Fondazione si avvale di una commissione valutativa di cui all’art.15.

Art. 7 – Per l’aspetto finanziario del Premio, la Fondazione, oltre a contare sulle proprie disponibilità e su offerte liberali di singoli ed istituzioni, si avvale di un comitato sostenitore costituito da realtà imprenditoriali ed anche istituzionali che condividano la logica ideale del Premio, aderendo ai principi fondamentali di economia della fraternità evocati nella premessa e negli articoli 1, 2 e 3 ed esplicitati nell’accluso regolamento.

BANDO DI CONCORSO

Art. 8 – Nella ricorrenza della festa del Santuario (maggio) la Fondazione dirama il bando di concorso del Premio indicando le caratteristiche fondamentali che le realtà indicate all’art. 2 devono possedere per essere ammesse al concorso. Le domande di partecipazione devono essere presentate entro il 31 ottobre dello stesso anno.

Art. 9 – Le iniziative sono ammesse a concorso sulla base, congiuntamente, sia del loro profilo progettuale sia del cammino operativo già avviato, con persone ben individuate e attivamente coinvolte in esso. In particolare saranno privilegiate iniziative ideate e svolte da giovani sotto i 35 anni di età. Avendo uno scopo incentivante, il Premio non è dato a iniziative già “concluse” e dunque a titolo di riconoscimento storico, ma a progetti che, in qualche modo avviati a realizzazione, meritano attenzione e sostegno rispetto ai fini che si propongono.

Art. 10 – Si valuterà la credibilità delle candidature anche sulla base di testimonianze dell’autorità ecclesiale (vescovi, istituti missionari ecc.) ed altre autorità del luogo in cui l’ente interessato ha il suo domicilio e/o la realizzazione effettiva del progetto.

Art. 11 – I vescovi interessati e le realtà ecclesiali riconosciute, come anche altri enti di qualificata credibilità, possono segnalare di loro iniziativa soggetti meritevoli. L’inserimento tra le candidature del Premio passa comunque sempre attraverso l’adesione al bando nei termini temporali ed organizzativi che esso dispone, salvo quanto previsto all’art. 14.

Art. 12 – Persone ed enti, con relativi progetti-iniziative, sono ammessi a concorso senza discriminazione delle appartenenze religiose dei promotori e responsabili, tanto meno degli eventuali dipendenti, ma tenendo conto delle dimensioni etico-valoriali che essi esprimono in consonanza con le premesse e le finalità del Premio stesso.

Art. 13 – Nel caso che altre opere, non premiate, meritino comunque una “lode”, questa sarà prevista dalla Fondazione nei modi di volta in volta ritenuti più opportuni.

Art. 14 – Per fondate ragioni legate comunque al senso del Premio, quando in un determinato anno non vi fossero soggetti candidati o questi fossero privi dei requisiti minimi per una sua equa attribuzione, la Commissione valutativa, di intesa con la Fondazione e con la Diocesi nella persona del vescovo pro-tempore, e dopo aver sentito il Comitato sostenitore, potrà deliberarne l’attribuzione in termini extra-concorsuali ad enti che non si sono candidati, ma che comunque rivestono particolare significato e ne hanno merito.

COMMISSIONE VALUTATIVA, COMITATO SCIENTIFICO E COMITATO D’ONORE

Art. 15 – La commissione incaricata di valutare i progetti ai fini dell’attribuzione del Premio (Commissione valutativa) è composta da cinque esperti nominati per tre anni dal Presidente della Fondazione con delibera del Consiglio su proposta o comunque di intesa col vescovo diocesano. Ad essi si aggiungono, quali membri di diritto, il Presidente della Fondazione, il Direttore (o suo delegato) della Scuola socio-politica Giuseppe Toniolo di Assisi, un membro preferibilmente a turno del comitato sostenitore di cui all’art. 19, possibilmente un rappresentante dell’ente premiato nell’anno precedente.

Art. 16 – Hai fini delle attività scientifiche di cui all’art. 20 la Fondazione, di intesa con il Vescovo diocesano, costituisce un Comitato scientifico costituito da membri nominati per tre anni secondo i criteri declinati dal regolamento per i cinque esperti della commissione valutativa (cfr. Regolamento art. 7). Ad esso partecipano di diritto anche i cinque esperti della commissione valutativa e il direttore della Scuola socio-politica Giuseppe Toniolo di Assisi. Il comitato opera di intesa con la Fondazione che lo supporta attraverso il Presidente o un suo delegato.

Art. 17 – La Fondazione può costituire un Comitato d’onore con membri qualificati che, con il loro prestigio istituzionale o professionale, ed anche per attività già svolta meritoriamente a servizio del Premio, in forza della loro adesione ai valori ai quali il Premio si ispira, possano assicurare la loro qualificata attenzione e offrire tutti i suggerimenti opportuni.

Art. 18 – Per l’esercizio del suo compito di approfondimento, su iniziativa della Fondazione o comunque d’intesa con essa, il Comitato scientifico si riunisce, in presenza oppure online, almeno una volta all’anno. A tale scopo, di intesa con la Fondazione, elegge un suo coordinatore e, se necessario, un vice-coordinatore, disponendo per le sue attività della segreteria della Fondazione.

COMITATO SOSTENITORE

Art. 19 – Il comitato sostenitore, presieduto dal Presidente della Fondazione o suo delegato, è costituito da persone, enti e aziende che, condividendo le finalità del Premio e orientando la loro attività secondo i valori da esso incarnati, si impegnano formalmente a sostenerlo in modo congruo e stabile, con un contributo annuale da concordare liberamente con la Fondazione in vista della formazione e dell’accrescimento del capitale del Premio. Un membro del comitato sostenitore, su delibera del comitato stesso, partecipa con diritto di voto alla selezione affidata alla commissione valutativa.

ATTIVITÀ SCIENTIFICHE E SINERGIE CULTURALI

Art. 20 – Il Premio si colloca nel orizzonte della dottrina sociale della Chiesa. Sul tema della fraternità, si terrà conto in modo speciale dell’enciclica Fratelli tutti firmata da papa Francesco. Su questa base il comitato scientifico, nella prospettiva di uno sviluppo della stessa visione dell’economia, nei suoi aspetti teorici e pratici, potrà attivare un percorso di studio, di ricerca e di animazione, trovando un punto di appoggio e coordinamento in Assisi nella Scuola socio-politica Giuseppe Toniolo e aprendosi, nei modi concordati, alla collaborazione di altri enti, accademici e non, comunque di alto profilo, a partire dalle famiglie francescane di Assisi.

Art 21 – Allo stesso fine, sempre in collaborazione con la predetta Scuola socio-politica, si potranno programmare pubblicazioni, sussidi e iniziative atti a informare e sensibilizzare l’opinione pubblica rispetto a questo percorso valoriale.

ORGANIZZAZIONE E BILANCIO

Art. 22 – La Fondazione sostiene il Premio con una specifica voce di bilancio annuale e di preventivi di bilancio pluriennali.

Art. 23 – Alle persone implicate nell’attività di selezione e di attribuzione del Premio, nell’ottica di una economia della fraternità che miri a sostenere soggetti meritevoli ma di scarse possibilità, è chiesto di impegnarsi secondo una logica di sobrietà e sostenibilità dei costi di gestione. La Fondazione conta pertanto soprattutto sul generoso volontariato, assumendosi tuttavia i costi vivi che le persone dovranno sostenere per adempiere il loro ruolo. La Fondazione potrà assumere in termini lavorativi persone che seguano il Premio nei suoi aspetti organizzativi.

Art. 24 – Il Premio è istituito, a titolo sperimentale, per tre anni, a partire dalla data di approvazione del presente Statuto, potendo poi, su delibera della Fondazione e d’intesa con il vescovo dicoesano, diventare una istituzione stabile. La Fondazione potrà tuttavia estinguere il Premio, con motivate ragioni, dandone annuncio con un anno di anticipo. In questo caso la somma raccolta annualmente attraverso le offerte liberali esplicitamente riferite al Premio, in piena trasparenza, potrà essere spostata sulle voci della Fondazione attinenti alla carità o anche, per la parte restante non erogata, restituita in maniera proporzionale ai membri del comitato sostenitore, su loro richiesta o sulla base di quanto dichiarato nell’accordo di contribuzione.

Art. 25 – Il Premio si riconosce idealmente – senza alcun rapporto funzionale ed organico – nel processo innescato dall’appello fatto da papa Francesco il 1 maggio 2019 con l’iniziativa Economy of Francesco. In virtù di questa sintonia, si avvarrà volentieri, anche con specifici accordi di collaborazione, di tutti i possibili aiuti e orientamenti che eventualmente la Santa Sede intendesse offrire per l’efficace perseguimento dei valori e dei fini qui dichiarati.

 PREMIAZIONE INAUGURALE EXTRA-CONCORSUALE

Art. 26 – Il presente Statuto, promulgato quest’anno nel quadro delle attività relative alla beatificazione di Carlo Acutis, andrà in vigore con la festa di San Francesco di Assisi del 2021. Per decisione provvisoria, in questo anno di “rodaggio”, in attesa che tutti gli organi istituzionali su indicati siano resi formalmente operativi, il Premio, a titolo inaugurale, verrà attribuito con modalità extra-concorsuale esclusivamente nella sua componente ideale e simbolica e non in quella finanziaria (cf. art. 4b), all’Istituto Serafico di Assisi, nell’occasione del 150° anniversario della sua fondazione. È palese infatti che questo Istituto, dalle sue origini e nel suo sviluppo fino ad oggi, abbia operato nella logica dell’economia della fraternità che il Premio persegue e incoraggia. Tale riconoscimento fuori concorso aiuta a comprendere il senso del Premio stesso nei suoi contenuti e nei suoi valori.

Assisi, 4 ottobre 2020, Festa di San Francesco

REGOLAMENTO

DESTINATARI DEL PREMIO

Art. 1 – La Fondazione del Santuario della Spogliazione (in seguito: Fondazione), a norma dello Statuto del Premio (in seguito: Statuto) all’art. 1 e 2, attribuisce annualmente il Premio internazionale Francesco d’Assisi e Carlo Acutis per un’economia della fraternità” (in seguito: Premio) a quelle realtà (persone, progetti, iniziative) che si possano configurare come processi economici fraterni “dal basso”, intendendo, con questa espressione:

a. persone, enti e società che, specie nelle regioni più povere del mondo, reagendo alla loro mancanza di opportunità e alle scarse risorse finanziarie, prendono iniziativa economica per lo sviluppo dei propri territori e delle proprie comunità;

b. non potendo disporre di grandi capitali finanziari, contano soprattutto sul “capitale della fraternità”, mettendosi insieme in forme cooperative o comunque di collaborazione;

c. mettono in gioco le risorse disponibili – fisiche, morali e materiali – intorno a valide idee progettuali;

d. lo fanno nel pieno rispetto della dignità del lavoro assicurando, con gli altri diritti, una giusta remunerazione secondo le condizioni praticabili in ciascuna regione e in ciascuna iniziativa, guardando non solo alle persone, ma anche alle loro famiglie;

e. sviluppano un’etica di attenzione fraterna verso tutte le persone implicate sia come protagoniste sia come destinatarie dell’iniziativa imprenditoriale e dell’attività lavorativa;

f. si cimentano con le dinamiche dell’economia di mercato con una propria linea progettuale, produttiva e distributiva;

g. adottano criteri improntati alla sostenibilità ambientale e alla custodia del creato come “casa comune”, nella logica con cui Francesco d’Assisi, nel Cantico di frate Sole, chiamava “fratello” e “sorella” le stesse creature materiali (cf. Enciclica Laudato si’);

h. mirano al vantaggio soprattutto delle classi sociali più deboli e “scartate”, stimolando la loro attiva partecipazione al processo del loro riscatto economico e sociale;

i. si preoccupano di assicurare pari opportunità sia agli uomini che alle donne, nel pieno rispetto delle possibilità, della vocazione e dei diritti di ciascuno;

l. hanno la debita stima della condizione degli anziani, valorizzando la loro saggezza ed esperienza;

m. prestano attenzione speciale ai giovani quali “promesse” di futuro, aiutandoli a coltivare un atteggiamento positivo e solidale nella costruzione delle loro comunità di appartenenza (cf. appello papale per Economy of Francesco 1 maggio 2019).

Art. 2 – L’individuazione di questi progetti e la ponderazione del loro valore passa attraverso l’adesione al bando che annualmente viene indetto dalla Fondazione in occasione della festa annuale del Santuario (maggio). La presentazione documentata dei progetti e delle realizzazioni negli specifici stati di avanzamento deve giungere alla Fondazione entro il 31 dicembre secondo le norme stabilite nel bando. La Fondazione prende in considerazione annualmente progetti ed iniziative meritevoli, nel numero e nelle modalità precisate in ogni bando.

Art. 3 – In considerazione del fatto che molti dei possibili candidati, proprio a causa della povertà di mezzi e di informazione da cui sono caratterizzati, resterebbero sconosciuti ed emarginati, la Fondazione si preoccupa della più larga informazione, facendo in modo che essa arrivi anche nelle regioni più povere del mondo attraverso le diocesi, gli istituti missionari, associazioni e movimenti ecclesiali e altre vie praticabili. In particolare sarà apprezzato in questo senso l’aiuto che eventualmente venisse dalla Santa Sede.

Art. 4 – Per quanto riguarda la possibilità che dei soggetti meritevoli vengano presentati da enti ecclesiali e civili di riconosciuta credibilità secondo quanto previsto nello Statuto all’art. 11, nel caso in cui problemi di povertà bene documentata comportino anche gravi difficoltà di comunicazione e di formalizzazione burocratica, con ritardi o insufficienze “tecniche” conseguenti proprio allo stato di indigenza, la commissione valutativa, di intesa con la Fondazione, si riserva opportune forme di equità, anche con deroga motivata e formalità non essenziali del presente regolamento, mirando così ad assicurare la più ampia uguaglianza di opportunità a tutti i potenziali candidati.

Art. 5 – Per dare segnali di vicinanza e incoraggiamento alle diverse regioni del mondo e alle più disparate situazioni di povertà, la Fondazione può decidere di delimitare, nel bando annuale, precise aree geografiche, anche con una turnazione tra diverse regioni e diversi continenti. Se da quella determinata area, al 31 ottobre di un dato anno, non fosse arrivata nessuna candidatura, il bando può essere riaperto senza limitazioni geografiche con una proroga dal 31 dicembre termine ultimo di presentazione della domanda. In questa situazione, una candidatura proveniente da area geografica diversa da quella annuale del bando in corso non pregiudica l’eventuale turnazione già prevista secondo l’andamento normale della programmazione, ma è rimesso alla discrezionalità della Fondazione riproporre o meno la stessa area.

Art. 6 – Oltre alla documentazione prodotta dai soggetti partecipanti al concorso, si valuterà la credibilità delle candidature anche sulla base di testimonianze dell’autorità ecclesiale (vescovi, istituti missionari ecc.) del luogo in cui i candidati hanno il loro domicilio e/o la realizzazione effettiva del progetto. Vengono opportunamente considerate anche altre testimonianze autorevoli di ambito civile. La Fondazione si riserva di fare in proposito, ove necessario, ulteriori verifiche. L’erogazione della somma prevista potrà essere fatta in diverse tranches in relazione alla documentazione prodotta sullo stato di avanzamento del progetto ed iniziativa premiati.

Art. 7 – La commissione valutativa, incaricata di valutare i progetti stessi e le iniziative collegate al fine dell’attribuzione del premio, è composto da cinque esperti, la cui competenza, a giudizio del consiglio della Fondazione d’intesa col Vescovo diocesano, sia riconoscibile:

a. in base alla loro produzione accademica, se docenti universitari o di equivalente livello scientifico;

b. alla loro qualificata esperienza in area socio-economica;

c. all’attività da essi svolta, con specifica attenzione agli aspetti sociali, in area ecclesiale-missionaria soprattutto in regioni povere del mondo.

All’attività di discernimento della commissione valutativa partecipano, con diritto di voto, il Presidente della Fondazione o suo delegato, il direttore o suo delegato della Scuola socio-politica Giuseppe Toniolo e, preferibilmente a turno, un membro del comitato sostenitore liberamente scelto, a maggioranza, dal comitato stesso. Se la cosa è praticabile è invitato anche un rappresentante del soggetto che ha vinto il premio nell’anno precedente, o uno di essi – a discrezione della Fondazione – nel caso i premiati fossero stati più di uno a norma dell’art. 14 del presente Regolamento.

Art. 8 – I membri non di diritto della commissione valutativa sono nominati per tre anni dal Presidente della Fondazione su delibera del Consiglio e di intesa col Vescovo diocesano. La commissione valutativa elegge un suo presidente che si fa carico di coordinare, in presenza oppure online, il lavoro di selezione dei progetti, preparando poi una relazione scritta per ciascuno di essi con il giudizio sulla realtà da premiare e sulle altre realtà candidate. La Fondazione sostiene organizzativamente il lavoro della commissione con le sue strutture operative.

Art. 9 – Il Comitato scientifico di cui all’art. 16 dello Statuto è formato, oltre che dai 5 esperti della commissione valutativa da altri membri nominati per tre anni con gli stessi criteri. Al comitato scientifico partecipa di diritto alche il Direttore della Scuola socio-politica Giuseppe Toniolo di Assisi. Il comitato opera di intesa con la Fondazione che lo supporta attraverso il Presidente o un suo delegato. Per gli esercizio del suo compito, in sinergia con la menzionata Scuola, il comitato scientifico si riunisce, in presenza oppure online, almeno una volta all’anno, per approfondire, in termini generali, i vari aspetti della economia della fraternità. Tale scambio ed approfondimento mira a mettere in luce, nella cultura e nella prassi, l’ideale di economia della fraternità, anche a partire dagli stimoli offerti dalle esperienze concrete emergenti dai progetti stessi che si candidano al Premio. In questo modo all’elaborazione scientifica di questo modello di economia contribuiscono anche i concreti “vissuti” che si sviluppano nelle varie regioni del mondo.

Art. 10 – Nell’impegno di approfondire il concetto e il modello di economia della fraternità in rapporto allo stato generale dell’economia mondiale, dei suoi processi e dei suoi problemi, il comitato scientifico opera alla luce della dottrina sociale della Chiesa, in dialogo con elaborazioni scientifiche di economisti che, pur partendo da altri punti di vista, di diversa provenienza e collocazione culturale e religiosa, si possano tuttavia riconoscere nella stessa ispirazione ideale.

Art. 11 – Tale lavoro scientifico, valorizzato soprattutto nell’ambito della Scuola socio-politica Giuseppe Toniolo, assume il valore di un seminario permanente e, come tale, si apre, nei modi opportuni di volta in volta stabiliti, oltre che ai membri del comitato scientifico, anche ad altre persone, invitate dalla Fondazione o dal Comitato stesso come relatori o semplici partecipanti, allo scopo di stimolare il più ampio percorso di crescita comune nella conoscenza dei problemi e delle sfide etiche e sociali pertinenti.

CONFIGURAZIONE DEL PREMIO

Art. 12 – L’elemento qualificante del Premio è il giudizio di valore dato dalla Commissione valutativa ai soggetti che si candidano con relativi progetti/iniziative che non siano già realizzati, ma siano in itinere, avviati almeno in modo embrionale almeno nelle fasi iniziali. La commissione vlautativa si preoccuperà di esplicitare i motivi che ne hanno giustificato l’attribuzione.

Art. 13 – Il Premio prevede anche una corresponsione in denaro, in termini non assistenzialisti, ma a titolo di sostegno fraterno al proseguimento dell’iniziativa, e pertanto con un dialogo della Fondazione con i soggetti interessati ai fini della migliore e più garantita utilizzazione della somma erogata. Quest’ultima pertanto potrà essere corrisposta in diverse tranches in rapporto allo svolgimento dell’opera e alla presentazione di documentazione relativa.

Art. 14 – La somma erogata col Premio è decisa annualmente secondo le disponibilità della Fondazione e la consistenza di offerte liberali di enti e persone che aderiscano all’ideale di “economia della fraternità”. Di norma il premio annuale è unico. A titolo eccezionale, per il significato speciale di un progetto in concorso, sulla base delle disponibilità finanziarie, la Fondazione potrà dare in un anno il doppio Premio.

Art. 15 – Il Premio prevede anche una investitura simbolica espressa dal “mantello di Francesco” a ricordo del gesto con cui il vescovo Guido, in segno di benevolenza e di benedizione, coprì il Santo di Assisi nell’atto profetico della sua spogliazione. Il mantello è costituito da un ampio scialle o foulard recante l’immagine giottesca della spogliazione di Francesco. Ad esso è aggiunta una targa con i volti di san Francesco e del beato Carlo Acutis e lo slogan originali non fotocopie, caro al giovane beato e rilanciato da Papa Francesco per i giovani di tutto il mondo dall’Esortazione postsinodale “Christus vivit”.

Art. 16 – Il Premio sarà normalmente attribuito nel quadro della festa annuale del Santuario della Spogliazione, intorno al 16 maggio, nella data di anno in anno precisata. Esso potrà essere ritirato in una pubblica cerimonia dagli interessati o dai loro delegati oppure, nel caso di realtà molto distanti e impossibilitate a raggiungere Assisi, inviato nelle forme più opportune.

ATTIVITÀ DELLA COMMISSIONE VALUTATIVA

Art. 17 – La commissione valutativa, costituita a norma degli articoli 6 e 15 dello Statuto, si organizza autonomamente per la valutazione dei progetti, sottraendosi ad ogni illegittima interferenza o pressione, in modo da garantire la più grande obiettività e serenità di giudizio. Può comunque servirsi di una commissione preparatoria, costituita da membri della commissione stesso o da essa a tale scopo individuati d’intesa con la Fondazione, allo scopo di fare un primo screening secondo definiti criteri dandone e darne conto alla commissione, che si riserva di valutare collegialmente i progetti e le iniziative più meritevoli. Il giudizio dei membri della commissione è espresso a maggioranza. In caso di parità di giudizi contrastanti prevale il giudizio del referente.

Art. 18 – Nel caso che altri progetti, pur non premiati, meritino un’attestazione di lode (cfr. Statuto art. 13), questa sarà organizzata dalla Fondazione nei modi di volta in volta ritenuti più opportuni. Di tali progetti sarà comunque promossa la conoscenza attraverso il sito della Fondazione e altri strumenti giornalistici e mediatici. Inoltre, tutti i progetti che partecipano al concorso, nella misura in cui rientrano nei criteri del bando e rispondano, in modo congruo, ai valori ideali a cui esso si ispira, potranno essere segnalate nel sito della Fondazione, in modo da creare possibilità di una conoscenza reciproca tra attori dei progetti in concorso e tutti gli interessati.

COMPOSIZIONE E ATTIVITÀ DEL COMITATO SOSTENITORE

Art. 19 – Il comitato sostenitore è costituito da persone, enti e aziende che si impegnano a sostenere il Premio in modo congruo e stabile, con un contributo annuale da concordare con la

Fondazione in vista della formazione del capitale del Premio stesso, in modo che esso possa essere assicurato nella scadenza annuale e possibilmente accresciuto soprattutto per i progetti più impegnativi e bisognosi di maggiore aiuto.

Art. 20 – Gli enti e le aziende che entrano nel comitato sostenitore dichiarano di condividere le finalità del premio e si impegnano a orientare la propria attività secondo i valori da esso espressi. In forza di questo impegno, dichiarato e documentato, ad essi viene data, dal sito della Fondazione, adeguata visibilità.

Art. 21 – Un membro del comitato sostenitore, a turno su decisione del comitato stesso, partecipa con diritto di voto allo screening del comitato scientifico.

Art. 22 – Con motivata ma insindacabile decisione la Fondazione può rinunciare ad un contributo promesso e deliberare l’estromissione dal comitato di un sostenitore, nel caso che nella sua attività siano emersi o sopraggiunti elementi che contraddicano il senso del Premio e dei valori che esso esprime. In tal caso il soggetto sostenitore in questione può rivendicare la restituzione della somma di sua pertinenza non ancora erogata dal Premio, ma non quelle precedentemente concesse e già erogate.

ATTIVITÀ SCIENTIFICA

Art. 23 – L’iniziativa del Premio, pur avendo finalità ben circoscritte secondo il dettato dello Statuto agli articoli 1 e 2, ha l’ambizione di portare un contributo di carattere più generale alla riflessione sull’economia e al suo rinnovamento a norma degli articoli 20 e 21 dello stesso. Pertanto, nella collaborazione tra Fondazione e Scuola socio-politica Giuseppe Toniolo, valorizzando le competenze dei membri del comitato scientifico e di altri esperti, il Premio stimolerà approfondimenti sullo stato, le dinamiche, e le problematiche dell’economia mondiale, perché essa si sviluppi sempre più nell’ottica di economia della fraternità. Tale concetto in realtà si presta ad essere non solo un ideale operativo dell’economia “dal basso”, costretta a contare spesso quasi solo sul “capitale della fraternità”, ma un ideale a cui tutta l’economia può e deve tendere anche nelle sue strutture più complesse e consolidate, che vogliano tuttavia piegarsi sinceramente a una concezione fraterna del rapporto tra tutti gli esseri umani.

Art. 24 – In vista di tale approfondimento, il Comitato scientifico, d’intesa con la Fondazione e in sinergia con la Scuola socio-politica Giuseppe Toniolo, si riunisce, in presenza oppure online, almeno una volta all’anno, per fare il punto sui vari aspetti dell’economia della fraternità sia come itinerario scientifico delineato tematicamente dal comitato stesso sia come riflessione a partire dalle esperienze concrete offerte dai progetti stessi che si candidano al Premio. In tale attività scientifica punto di riferimento sarà sempre la dottrina sociale della Chiesa, pur in dialogo con elaborazioni scientifiche di economisti che, da altri punti di vista, si possano tuttavia riconoscere, in qualche misura, nello stesso solco ideale. A tale lavoro scientifico, che assume in qualche modo il valore di un seminario permanente, possono partecipare docenti e discenti della Scuola socio-politica Giuseppe Toniolo e, a titolo di invitati, altre persone, allo scopo di stimolare un percorso di larga crescita nella conoscenza dei problemi e delle sfide etiche e sociali pertinenti, mirando a una economia e a una condizione di esistenza in cui:

a. i diritti umani siano sempre rispettati, a partire dal diritto alla vita di ogni essere umano in ciascuna fase della sua esistenza;

b. la famiglia sia sempre più riconosciuta e promossa come cellula fondamentale della società nella e punto nevralgico della stessa economia, nella sua espressione nucleare di connubio tra un uomo e una donna improntato a stabilità, apertura alla generatività e rispetto di ogni vita umana;

c. le disuguaglianze di opportunità ad ogni livello siano rimosse o almeno sempre più decisamente ridotte, in una società libera e democratica, caratterizzata dall’equilibrio tra il potere statuale e i corpi sociali naturali o liberamente costituiti;

d. le guerre e le loro cause siano sradicate e, per tutte le nazioni, siano garantite le condizioni di una pace giusta, vera e duratura.

e. le esigenze dell’ambiente siano sempre più salvaguardate, nella logica di una vera custodia della “casa comune” secondo il messaggio di san Francesco di Assisi e dell’enciclica Laudato si’ di papa Francesco.

Assisi, 4 ottobre 2020